Ruanda, 1994: un genocidio tra vicini di casa

Scopri il mini sito della mostra curata dal Mémorial de la shoah di Parigi e un video di presentazione

Il massiccio coinvolgimento della popolazione civile e l’ambito territoriale ristretto entro il quale vivevano e interagivano assassini e vittime, rappresentano due caratteristiche specifiche del genocidio perpetrato in Ruanda - in un clima di indifferenza internazionale pressoché totale - ai danni dei Tutsi e degli Hutu moderati, quale risultato di una logica di sterminio pensata e attuata da uno Stato.

Fu proprio contando sulla partecipazione al crimine da parte di assassini che vivevano sul posto e conoscevano molto bene le vittime, con cui erano amici, colleghi, talvolta persino parenti, che fu possibile mettere in atto con estrema efficacia e rapidità un progetto di genocidio elaborato dai dirigenti al governo in quel Paese.

Così, amici di lunga data, parenti e famigliari delle vittime, imbevuti di ideologia razzista, si trasformarono in carnefici e unirono le proprie forze per condurre il genocidio con la massima efficienza, peraltro incoraggiati da un contesto generale di impunità e di incitazione al massacro mediante un’azione intensiva di propaganda attivata dalle strutture statali ruandesi. Tra gli assassini, raggruppati in piccole formazioni, chiamate ibitero, vi furono anche molti giovani, persino donne, adolescenti e bambini.

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1994-2014

XX anniversario del genocidio dei Tutsi in Ruanda: tante iniziative al Mémorial de la shoah di Parigi (mostra, convegno, film, incontri e testimonianze).

Tra il 7 aprile e metà luglio 1994, circa un milione di persone vennero barbaramente assassinate nel Ruanda, piccolo stato dell’Africa centrale, nella regione dei Grandi Laghi. In meno di tre mesi, con una media di circa 10.000 morti al giorno, si compì il genocidio di oltre tre quarti della popolazione tutsi e degli hutu ritenuti moderati.

Com’è stato possibile perpetrare un crimine di tali proporzioni?

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XX anniversario del genocidio dei Tutsi in Ruanda 

I fatti in sintesi

Caratteristica del genocidio ruandese è il breve tempo in cui esso si è svolto, 100 giorni per un milione di morti, preceduto da un’intenzione e pianificazione genocidaria che solo poche persone hanno saputo cogliere e denunciare. Particolarmente gravi appaiono le responsabilità istituzionali dell’ONU, che ha riconosciuto il genocidio con colpevole ritardo.

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Ruanda: La Francia annulla la sua presenza alla commemorazione.

(dalla stampa nazionale del 6 aprile 2014)

L'attuale presidente del Ruanda, Paul Kagame, torna ad accusare la Francia di avere partecipato al genocidio del 1994. In una intervista al settimanale 'Jeune Afrique', in edicola domani, vigilia delle cerimonie per la commemorazione del 20esimo anniversario dei massacri, Kagame denuncia "il ruolo diretto di Belgio e Francia nella preparazione politica del genocidio" .....

 

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